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"Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione." Art. 21 Costituzione italiana
6 ottobre 2009
Avviso ai naviganti

Dal 7/10/2009 Cosimo Tripaldi scrive su:

http://www.cosimotripaldi.ilcannocchiale.it/ e

http://glicerina.webatu.com/.

Grazie per l'attenzione.

C.T.




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30 luglio 2009
POLITICA
Stronzate padane

Grandi discussioni intorno alla nuova, stravagante (ed anche delirante) proposta avanzata dagli amici della Lega Nord, che negli ultimi tempi si sono dimostrati davvero prodighi di stronzate, dalle ronde di Maroni alla proposta dei giudici eletti direttamente dal popolo di Bossi, dalle meravigliose esibizioni canore di Salvini agli elogi al cinema padano di Castelli.

Stavolta la lieta novella è stata diffusa per bocca della rappresentante leghista  alla commissione Cultura della Camera, Paola Goisis, che ha  fatto giustamente notare come gli insegnanti debbano avere un buona "conoscenza della lingua, della tradizione e della storia delle regioni dove si intende insegnare", perchè "non è possibile che la maggior parte dei professori che insegna al Nord sia meridionale". Giusto! Ma come si permettono questi terroni a pensare di poter insegnare ai rampolli del glorioso Popolo Padano?

E poi i titoli di studio "non garantiscono un'omogeneità di fondo e spesso risultano comprati. Pertanto non costituiscono una garanzia sull'adeguatezza dell'insegnante", quindi, sempre secondo la Goisis, dovrebbero essere ben altri i criteri in base a cui scegliere gli insegnanti, come ad esempio la perfetta conoscenza del dialetto indigeno del luogo in cui pretendono lavorare.

Purtroppo l'illuminata proposta della Goisis non è stata accolta nel migliore dei modi dai colleghi della maggioranza, tant'è che il presidente della commissione Valentina Aprea (Popolo della Letizia) è stata costretta a sospendere i lavori e a chiamare in causa direttamente i capigruppo di Montecitorio, nonostante il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (che, pur essendo padana, ha sostenuto l'esame di avvocatura a Reggio Calabria - a proposito, chissà come se la cava, con il dialetto calabrese) abbia apprezzato l'idea.

In seguito alle polemiche inspiegabilmente scatenate da questa equilibrata proposta, gli esponenti del Carroccio hanno così cercato di sminuire l'accaduto e le divisioni interne alla maggioranza evidenziate in commissione: "Il presunto esame di dialetto per i professori è una bufala", ha tuonato il sempre puntuale capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota, che ha comunque evidenziato la necessità di stabilire alcuni requisiti più stringenti per l'iscrizione dei professori agli albi regionali.

Ecco alcune idee: perfetta conoscenza della biografia di Bossi, dell'anatomia di Calderoli e delle canzoni di Salvini. Possono bastare come requisiti?

Cosimo Tripaldi

29 luglio 2009
POLITICA
Estate di santi e porcate

La Camera ha detto sì alla nuova porcata travestita da decreto anticrisi, con 285 voti a favore e 250 contro. Questo informe pasticcio di provvedimenti che vanno dallo "scudo fiscale" alle badanti, dalla mini-riforma delle pensioni al nucleare, passa così al Senato, anche se il Governo, in seguito ad un confronto con la maggioranza parlamentare ed alla nuova "moral suasion" del Presidente della Repubblica, ha già annunciato che la porcata verrà truccata un altro po'.

In particolare, si interverrà per ripristinare alcune competenze sottratte al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, per modificare alcuni punti relativi allo "scudo fiscale" per gli evasori e per effettuare alcuni cambiamenti alla riforma della Corte dei Conti, rientrata a sorpresa nel pentolone di Tremonti dopo essere stata momentaneamente accantonata.

Per quanto riguarda le modalità di approvazione della porcata, inutile sottolineare la classica procedura a colpi di maggioranza adoperata dall'esecutivo, anche se c'è da rilevare come i parlamentari dell'Mpa non abbiano partecipato al voto a causa dei persistenti dissidi con il governo in merito alle politiche a favore dello sviluppo delle regioni del Sud, ritenute insufficienti.

Ci aveva provato il Pappone della Libertà a spegnere i focolai appiccati negli ultimi tempi dall'Mpa e da alcuni esponeti del Popolo della Letizia promettendo nuovi fondi per il Mezzogiorno, ma il suo tentativo non sembra avere avuto un esito troppo felice. Così si ritrova Tremonti che continua a frignare a causa dei ripetuti attacchi portati al Governo dal dissidente Miccichè, mentre l'Mpa, tutt'altro che rabbonito dalle sue promesse, ha annunciato, attraverso la voce di Arturo Iannaccone, la volontà di dare vita al un "Parlamento del Sud", minacciando inoltre di "assumere posizioni ben più radicali" qualora non vengano soddisfatte le proprie attese. Onde evitare ulteriori polemiche in seno alla maggioranza, il Pappone del Consiglio ha così fissato per oggi un incontro con Tremonti, Fitto, Scajola, Matteoli e Prestigiacomo per definire i dettagli dell'annunciato piano per il Sud, ma quelli dell'Mpa non sembrano disposti ad accontentarsi di poco. Si attendono nuovi sviluppi, ma per l'ex Unto dal Signore si profila davvero un'estate terribile.

Oltre alle bizze degli alleati dell'Mpa, infatti, il Capone ha dovuto subire ieri la nuova offensiva lanciata dai vescovi attraverso le pagine de l'Avvenire, nonostante l'annuncio, nei giorni scorsi, della sua prossima visita al santuario di Padre Pio, mentre la stampa estera, che non sembra affatto intenzionata a togliergli gli occhi di dosso, continua ad occuparsi dei suoi scandali. A quale santo andrà a votarsi, adesso?

Cosimo Tripaldi

26 luglio 2009
POLITICA
A Sud della fiducia

Il Governo, come da protocollo, blinda con la fiducia la nuova legge-porcata appena sfornata, onde evitare lunghe e noiose discussioni in Parlamento e spiacevoli intoppi causati da qualche voce fuori dal coro all'interno della maggioranza, anche se ufficialmente è stato spiegato che si ricorre allla fiducia a causa dell'urgenza dei meravigliosi provvedimenti contenuti in questo calderone, tra cui spiccano lo "scudo fiscale" che permetterà ai simpatici evasori fiscali che hanno messo al sicuro i propri tesori fuori dai patrii confini di farli tornare a casa pagando un modico pizzo del 5% allo Stato-ricettatore, la possibilità gentilmente offerta ai terremotati abruzzesi di restituire al fisco tutti i soldi che non hanno, la sanatoria per le badanti extracomunitarie rese latitanti dall'approvazione del "pacco sicurezza" e le norme sul nucleare.

Tutti provvedimenti davvero fondamentali per il bene del Paese, ma che purtroppo non sembrano suscitare troppo entusiasmo in alcuni esponenti della maggioranza, tra cui il Presidente della Camera Gianfranco Fini, che al momento dell'approdo della porcata alla Camera aveva manifestato le proprie perplessità sulla necessità di porre la fiducia ed il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, entrata in aperta polemica con alcuni dei suoi illustri colleghi per alcune norme contenute nel "pacco".

Ma la nuova porcata non sembra essere molto gradita soprattutto agli appartenenti all'Mpa di Raffaele Lombardo, che al momento della sua approvazione in Commisione avevano polemicamente abbandonato i lavori, e ad alcuni esponenti del Pdl del Sud, che hanno apertamente criticato la mancanza di soluzioni in favore del Mezzogiorno, abbandonato a sè stesso dal Governo, facendo alzare il livello di allarme all'interno del Popolo della Letizia, negli ultimi tempi percorso da un preoccupante fermento separatista che punterebbe alla nascita di un Partito del Sud, eventualità che naturalmente non genera troppe simpatie tra i "guardiani" del Pdl.

Ecco così i vari Gasparri, Cicchitto, Brunetta, La Russa e Alemanno schierarsi in prima linea per difendere l'unità del Popolo della Letizia e per scongiurare possibili scissioni o ricatti, mentre il Governo si affretta a promettere nuovi provvedimenti in favore del Meridione.

Staremo a vedere la natura di tali provvedimenti, ma nel frattempo in Sicilia è stata annunciata la creazione di un partito federato al Pdl nazionale, autonomo e con un proprio Statuto. Che sia l'inizio della spartizione di qualche carcassa?

Cosimo Tripaldi

25 luglio 2009
POLITICA
Negazionisti seriali

Interpellato l'altro giorno dalla BBC in merito alla vicenda Utilizzatore finale-D'Addario, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ribadito che le accuse nei confronti del Pappone del Consiglio "non sono assolutamente vere", aggiungendo che ci sarebbero "giornalisti che hanno pagato questa escort, questa prostituta, per fare queste pubbliche dichiarazioni contro il primo ministro" e ricordando che "pagare qualcuno per fare false dichiarazioni rappresenta un comportamento immorale". Secondo la tesi del titolare della Farnesina, quindi, le registrazioni della D'Addario non sarebbero sufficienti a dimostrare la frequentazione tra il Capone e la escort, che sarebbe stata pagata dai giornalisti per montare questo scandalo. Peccato che le registrazioni parlino chiaro (o meglio che nelle registrazioni il Pappone della Libertà parli chiaro) e lascino ben pochi dubbi su chi abbia pagato la escort e su chi ne sia stato l'Utilizzatore finale. Dal canto suo, la diretta interessata ha annunciato querele.

Dello stesso avviso l'Onorevole/avvocato ad personam Niccolò Ghedini, che subito dopo la pubblicazione delle registrazioni da parte dell'Espresso si era precipitato a dichiarare che si trattava di "materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile e frutto di invenzione" e ad annunciare azioni legali contro questi calunniatori, e che adesso ha anche una nuova patata bollente (nessun doppio senso...) di cui occuparsi, ovvero l'esposto-denuncia dell'Osservatorio Internazionale Archeomafie per accertare se, come raccontava il Pappone del Consiglio alla D'Addario, nel parco di Villa Certosa siano state davvero rinvenute trenta tombe fenicie risalenti al 300 a.C.
"Un'altra miserabile storia con cui si tenta di gettare discredito nei confronti del presidente Berlusconi, che è smentita dai fatti", ha tuonato l'avvocato ad personam: "Mai il presidente Berlusconi potrebbe aver parlato del ritrovamento di trenta tombe fenicie nel suo parco, perchè mai nulla di simile si trova o è stato rinvenuto nell'area di Villa Certosa". Ma allora perchè il Pappone del Consiglio si vantava di queste tombe con la D'Addario? E, soprattutto, da quali fatti sarebbe smentita questa notizia? Magari l'Autorità Giudiziaria saprà dare delle risposte, ma c'è già chi parla di "arte ad personam".

Intanto il Tg1 dell'ottimo Minzolini continua a coprire le notizie sugli scandali dell'ex Unto dal Signore con un inquietante silenzio o con "servizietti" incomprensibili, negando ai suoi sventurati telespettatori la possibilità di essere informati su queste edificanti vicende. Che bravi, questi negazionisti seriali!

Cosimo Tripaldi


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24 luglio 2009
POLITICA
La parabola del santo Papi

La rivelazione. In quei giorni, il santo Papi si trovava alla convention dell'Udc. Ad un certo punto, tra lo stupore dei presenti, prese la parola e, ispirato dallo Spirito Santo, disse: "Sarebbe veramente grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l'unto dal Signore, perchè c'è qualcosa di divino nell'essere scelto dalla gente, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini". Con queste parole il santo Papi si rivelò agli apostoli. (25 novembre, anno 58 dopo Silvio).

Il nuovo Gesù Cristo. Il santo Papi si recò nella lontana Ancona per diffondere il suo sacro verbo tra gli imprenditori locali. Parlando delle persecuzioni perpetrate contro di lui dalle demoniache "toghe rosse", l'Unto dal Signore rivelò: "Io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti". I discepoli si alzarono e gioirono. Avevano capito che era il Signore. (12 febbraio, anno 70 d.S.).

Il sacro vincolo del matrimonio. Erano i giorni immediatamente successivi al meraviglioso Family Day organizzato dagli apostoli per difendere il Sacramento del matrimonio dalle insidie portate avanti dagli infedeli e dai sodomiti. Rivolgendosi ai cattolici che perseveravano nell'appoggiare le sinistre, il santo Papi ammonì: "I cattolici di sinistra vivono una contraddizione insuperabile. Non si può essere al tempo stesso cattolici, e quindi riguardosi della dottrina della Chiesa, e allearsi con chi è frontalmente dall'altra parte. Noi diciamo no a caricature dei matrimoni". Fu così che il santo Papi salvò il sacro vincolo del matrimonio dalle mani del Demonio. (12 maggio, anno 71 d.S.).

L'apostolo Vespa. In quei giorni di dura campagna elettorale, il santo Papi si recò dall'apostolo Bruno Vespa per diffondere, dal sacro studio di "Porta a Porta", il suo messaggio di speranza e di salvezza per tutti gli italiani. Ma mentre l'Unto dal Signore predicava il suo verbo e spiegava ai fedeli telespettatori il mistero della sua virtù, l'apostolo Vespa parve avere un attimo di esitazione. Così il santo Papi lo chamò a sè, dicendo, mentre gli porgeva la mano: "Senta, senta col naso. E' odore di santità". E allora credette. (11 aprile, anno 72 d.S.).

Ormai sono un santo. Il santo Papi si era recato in Giappone per redimere i pagani dell'estremo oriente. Al suo ritorno in Italia, numerosi cronisti lo attendevano sotto Palazzo Grazioli. Ma egli non si scompose, e proferì tali parole: "Andatevi a godere la notte. Io ormai sono un santo". Così andarono, e da quel giorno parlarono tutte le lingue. (10 luglio, anno 72 d.S.).

L'eresia. Erano tempi duri per il santo Papi, tentato al vizio della lussuria dalle donne di facili costumi e dalle meretrici che si recavano ogni giorno nella sua umile dimora per condurlo sulla via del peccato. Egli tentò di resistere appellandosi alla sua infinita Fede, ma infine cedette, rinunciando alla sua santità. E fu così che comunicò la sua eresia ai fedeli disperati: "Ci sono tante belle figliuole in giro (...) Io non sono un santo, lo avete capito tutti. Speriamo lo capiscano anche quelli di Repubblica". E da quel giorno visse nel peccato, predicando la masturbazione alle meretrici, anche se non usava il preservativo. (22 luglio, anno 73 d.S.).

Cosimo Tripaldi


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22 luglio 2009
POLITICA
TivùSat, Veltroni e il conflitto di interessi

Dal 31 luglio parte l'era "TivùSat", frutto della grande orgia tra la Rai (in mano al Pappone del Consiglio), Mediaset (prorietà del Pappone del Consiglio) e La7 (proprietà degli amici del Pappone del Consiglio), che, attraverso questo nuovo progetto comune, consolidano ulteriormente la propria alleanza anti-Sky (proprietà di Murdoch, acerrimo rivale del Pappone del Consiglio, che lo ha anche accusato di avere ordito il famoso "complotto mediatico" contro di lui).

Grazie al nuovo decoder ibrido, i fortunati telespettatori potranno così godersi i canali gratuiti dei tre gruppi, il digitale terrestre ed i canali satellitari TivùSat, mentre, dal decoder Sky, non sarà più possibile vedere i canali Rai ed il pacchetto Raisat, per cui la tv di Stato ha rifiutato un'offerta di 125 milioni di euro del gruppo di Murdoch per il rinnovo del contratto.  Così, qualora gli sventurati abbonati Sky volessero seguire, ad esempio, il Tg1, dovrebbero munirsi necessariamente del nuovo decoder e prendere tutto il "pacco", Fede compreso.

Sarebbe interessante, a tale proposito, sapere quanto la Rai, ormai ridotta ad un Minzolini dal conflitto di interessi del Pappone del Consiglio, ricaverà da quest'accordo ed in base a quale criterio scelga di allearsi con Mediaset, suo primo concorrente, nella guerra a Murdoch. Chi lo sà...

Come se non bastasse, è poi in cantiere una nuova legge che taglierà gli spot pubblicitari a tutte le reti che hanno ricavi anche da canoni (Rai) e abbonamenti (Sky), ma guarda caso non a Mediaset, che nel primo semestre del 2009 ha chiuso con un calo degli introiti pubblicitari del 12-13% ed è stata superata da Sky nei ricavi. Ma guai a parlare di conflitto di interessi!

Fortunatamente, però, ne ha parlato Walter Veltroni, che, tra un elogio a Craxi e l'altro, ha annunciato la lieta novella: "Con Roberto Zaccaria sto lavorando ad un testo sul conflitto di interessi molto semplice: ci deve essere incompatibilità tra funzioni pubbliche e possesso di mezzi di comunicazione". Talmente semplice che questo furbacchione ci ha messo ben quindici anni per capirlo, complimenti! Peccato non ci sia arrivato prima, altrimenti avrebbe potuto fare qualcosa fin dal lontano '96, quando era vice-premier nel primo Governo Prodi, anche se, come ricordò Violante in Parlamento nel 2003, il centrosinistra aveva dato al Pappone della Libertà "la garanzia piena" - sottobanco, naturalmente - "che non sarebbero state toccate le televisioni quando ci fu il cambio di Governo nel '94", o almeno nel 2007, quando fu eletto segretario del Partito Disperato e c'era ancora Prodi a Palazzo Chigi. Ma, purtroppo, quello era il tempo del "dialogo" (=inciucio) e del "tavolo delle riforme" con il Pappone della Libertà, preludio alla caduta del Governo Prodi ed al ritorno trionfale del Capone. A cosa gli serve parlarne adesso?

Cosimo Tripaldi

21 luglio 2009
POLITICA
L'Utilizzatore finale e gli insabbiatori di notizie

Altro che "calunnie" e "menzogne". Adesso ci sono anche le registrazioni degli incontri avvenuti a Palazzo Grazioli tra il Pappone del Consiglio e Patrizia D'Addario, pubblicate dall'edizione online de l'Espresso, a conferma della veridicità dei racconti della donna davanti ai magistrati della Procura di Bari, sebbene per l'Onorevole/avvocato Niccolò Ghedini (che come vuole la tradizione ha prontamente annunciato azioni legali nei confronti de l'Espresso e di "chiunque ritenesse di riprendere tale materiale") si tratterebbe di "materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile e frutto di invenzione". Strano, perchè risulta alquanto difficile immaginare che la voce dell'illustre "Utilizzatore finale", impressa su quei nastri possa essere "frutto di invenzione".

Possiamo così avere il piacere di ascoltare direttamente il Pappone del Consiglio mentre accoglie le ragazze accorse in gran numero a Palazzo Grazioli per trascorrere la serata in compagnia del Sultano, mentre invita Patrizia D'Addario ad attenderlo nel lettone dell'amico Putin con la canzone "Zoccole, zoccole" come romantico sottofondo musicale per cominciare i festeggiamenti per l'elezione dell'Abbronzato (evento che sembra averlo eccitato a tal punto da costringerlo ad una serie di docce gelate durante tutta la notte per frenare l'incontenibile gioia) e mentre chiama la escort il giorno seguente per sincerarsi delle sue condizioni di salute, dopo avere utilizzato la mercanzia.

Poi c'è la telefonata tra la D'Addario ed il fornitore ufficiale Giampaolo Tarantini, a cui la donna fa un breve resoconto della notte in bianco con il Cavaliere, raccontando delle carinerie del Pappone del Consiglio (che però, essendo il mero "Utilizzatore finale", non era autorizzato a procedere al pagamento della prestazione, quindi niente busta con i soldi), della sua promessa di aiutarla nel progetto immobiliare che stenta a decollare e della proposta di ritornare a Palazzo Grazioli per farsi leccare da una sua amica. Insomma, si parla di tutto quello che accade generalmente in qualunque residenza di un qualunque capo di Governo.

Per i berluscones, ancora una volta sorprendentemente capaci di negare anche davanti all'evidenza, si tratterebbe comunque della solita "spazzatura", dell'ennesimo tentativo delle sinistre di delegittimare la figura del premier attraverso vergognose illazioni sulla sulla vita privata, mentre fortunatamente (ed ovviamente) per "l'insabbiatore finale" Minzolini questa non era una notizia, quindi il Tg1, per la gioia dei pochi telespettatori rimasti, non ha parlato delle nuove gesta del Capone nemmeno per sbaglio. Quando si dice la coerenza...

Cosimo Tripaldi

20 luglio 2009
POLITICA
Fisco per fiaschi

Il governo, con un emendamento alla manovra estiva "anticrisi", apparecchia l'ennesimo condono fiscale con tanto di "scudo" incorporato a beneficio degli evasori che hanno espatriato i propri capitali all'estero e che adesso potranno far rientrare i loro tesori con la copertura dello Stato pagando al grande riciclatore un modico pizzo del 5% e godersi i meritati guadagni durante l'estate, mentre Massimo Cialente, il sindaco dell'Aquila, minaccia di riconsegnare la fascia tricolore al Presidente Napolitano perchè nello stesso decreto che permette agli evasori scudo-muniti di farla franca si impone ai residenti dei Comuni colpiti dal sisma la restituzione, a partire  da gennaio prossimo, del 100% delle tasse sospese fino a dicembre per il terremoto.

Dopo il non-reality-show del G8, un duro ritorno alla realtà per i terremotati che, a parte gli spot del Governo (dalla promessa del papi legibus solutus di accogliere gli sfollati nelle sue proprietà, purtroppo già occupate da battaglioni di mignotte, all'annuncio delle vacanze al mare e delle crociere della Libertà nel Mediterraneo per i ragazzi) e le passeggiate del Pappone del Consiglio e degli illustri ospiti internazionali tra le macerie, hanno visto ben poco di concreto. In compenso, dopo essere stati sfruttati per il G8 dall'utilizzatore finale, potranno avere il piacere di restituire tutti i soldi (che non hanno) al Fisco. Mica male.

Intanto ieri sono arrivati i primi dati del Dipartimento Fiscale del ministero dell'Economia (sommersa) sulle dichiarazioni dei redditi del 2008, i cui numeri sono relativi al 2007, ovvero prima della crisi economica, e sono numeri che fanno davvero sorridere.

Secondo le dichiarazioni dello scorso anno, gli imprenditori attivi nel campo della ristorazione ed in quello alberghiero avrebbero in media un reddito lordo annuo di 14.597 euro, che scende fino a 13.545 euro, per 100.000 su 120.000 imprenditori del settore che hanno optato per la formula di contabilità semplificata, che dichiarano quindi un reddito praticamente identico a quello dei pensionati, che in media si attestano sui 13.448 euro. Reddito medio di 19.335 euro per i lavoratori dipendenti, che guadagnano solo 400 euro in meno rispetto ai commercianti al dettaglio e all'ingrosso, ma più dei titolari di mini-società, dei tassisti, degli agenti di viaggio e degli agenti immobiliari. Nel settore dell'edilizia, reddito medio di 21.317 euro, che scende a 18.582 euro per le società semplificate, meno di quanto percepisce un maestro elementare alle prime armi. Roba da non crederci.

Si stima che il dato complessivo dell'evasione fiscale superi i 250 miliardi di euro. Con la politica dei condoni... Poi pagano i terremotati.

Cosimo Tripaldi

19 luglio 2009
POLITICA
Il garante della Costituzione

L'ultima è stata la lettera di accompagnamento alla promulgazione del "pacco sicurezza" che, tra le altre cose, istituisce le ronde ed introduce il gravissimo reato di clandestinità, inviata al Pappone del Consiglio, al ministro dell'Interno Maroni ed al menestrello della Giustizia ad personam Alfano, con cui ha comunicato la propria preoccupazione per alcuni punti di un provvedimento che appare inorganico e che confligge "con i principi generali dell'ordinamento e del sistema penale vigente" (e proprio per questo andava promulgato), ma ultimamente il Presidente della Repubblica ci ha abituati ad una serie di esternazioni e di prese di posizione quantomeno singolari, se non totalmente incomprensibili.

Aveva cominciato fin dagli albori di questo Governo-porcata, quando il Pappone del Consiglio, appena insediatosi per la terza volta a Palazzo Chigi, aveva subito sguinzagliato i suoi per tirarlo fuori dal processo Mills, che si avvicinava pericolosamente alla sentenza. La prima soluzione pensata da questi stregoni della giurisprudenza era stata la meravigliosa legge "blocca-processi" (come se la Giustizia non fosse già abbastanza bloccata per conto suo), che, per salvare il Capone dal processo Mills, ne bloccava la bellezza di centomila. Una cosa non molto carina, direte. Ed infatti ci fu l'intervento Presidente Napolitano che, con la partecipazione straordinaria del Partito Disperato, permise al Pappone della Libertà di rendersi immune alla Giustizia con il Lodo Alfano, approvato a tempo di record e firmato senza battere ciglio dal Presidente della Repubblica nonostante la palese incostituzionalità.

Da quel giorno iniziò per il Presidente Napoltano un lungo periodo di letargo, mentre il papi legibus solutus e l'allegra compagnia della maggioranza perseveravano nel deliziare l'intero Paese (ed anche il resto del Mondo) con le loro porcherie: attacchi alla Giustizia ed alla libertà di informazione, leggi-vergogna, assenza di provvedimenti contro la crisi, pessime figure ai vertici internazionali e scandali vari. Ma dal capo dello Stato nemmeno una parola.

Poi, con l'approssimarsi del G8, l'appello alla "tregua nelle polemiche", come se il Paese fosse dilaniato da una guerra civile, seguito dalle memorabili esternazioni sulla cena tra il Pappone del Consiglio & Co. ed i giudici della Corte Costituzionale Mazzella e Napolitano, dalla "moral suasion" finalizzata a trasformare la legge-porcata-bavaglio-ammazza intercettazioni in una porcata un po' meno porca e dall'appello alla tregua post G8.

Infine, questa nuova pratica della "moral suasion" postuma, quando la legge-porcata, approvata dalle Camere a colpi di fiducia, è stata già promulgata, nella vana speranza che il Governo si metta una mano sul cuore. Di rifiutarsi di firmare una porcheria non se ne parla... Ma il garante della Costituzione chi lo fa?

Cosimo Tripaldi

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