Dal 31 luglio parte l'era "TivùSat", frutto della grande orgia tra la Rai (in mano al Pappone del Consiglio), Mediaset (prorietà del Pappone del Consiglio) e La7 (proprietà degli amici del Pappone del Consiglio), che, attraverso questo nuovo progetto comune, consolidano ulteriormente la propria alleanza anti-Sky (proprietà di Murdoch, acerrimo rivale del Pappone del Consiglio, che lo ha anche accusato di avere ordito il famoso "complotto mediatico" contro di lui).
Grazie al nuovo decoder ibrido, i fortunati telespettatori potranno così godersi i canali gratuiti dei tre gruppi, il digitale terrestre ed i canali satellitari TivùSat, mentre, dal decoder Sky, non sarà più possibile vedere i canali Rai ed il pacchetto Raisat, per cui la tv di Stato ha rifiutato un'offerta di 125 milioni di euro del gruppo di Murdoch per il rinnovo del contratto. Così, qualora gli sventurati abbonati Sky volessero seguire, ad esempio, il Tg1, dovrebbero munirsi necessariamente del nuovo decoder e prendere tutto il "pacco", Fede compreso.
Sarebbe interessante, a tale proposito, sapere quanto la Rai, ormai ridotta ad un Minzolini dal conflitto di interessi del Pappone del Consiglio, ricaverà da quest'accordo ed in base a quale criterio scelga di allearsi con Mediaset, suo primo concorrente, nella guerra a Murdoch. Chi lo sà...
Come se non bastasse, è poi in cantiere una nuova legge che taglierà gli spot pubblicitari a tutte le reti che hanno ricavi anche da canoni (Rai) e abbonamenti (Sky), ma guarda caso non a Mediaset, che nel primo semestre del 2009 ha chiuso con un calo degli introiti pubblicitari del 12-13% ed è stata superata da Sky nei ricavi. Ma guai a parlare di conflitto di interessi!
Fortunatamente, però, ne ha parlato Walter Veltroni, che, tra un elogio a Craxi e l'altro, ha annunciato la lieta novella: "Con Roberto Zaccaria sto lavorando ad un testo sul conflitto di interessi molto semplice: ci deve essere incompatibilità tra funzioni pubbliche e possesso di mezzi di comunicazione". Talmente semplice che questo furbacchione ci ha messo ben quindici anni per capirlo, complimenti! Peccato non ci sia arrivato prima, altrimenti avrebbe potuto fare qualcosa fin dal lontano '96, quando era vice-premier nel primo Governo Prodi, anche se, come ricordò Violante in Parlamento nel 2003, il centrosinistra aveva dato al Pappone della Libertà "la garanzia piena" - sottobanco, naturalmente - "che non sarebbero state toccate le televisioni quando ci fu il cambio di Governo nel '94", o almeno nel 2007, quando fu eletto segretario del Partito Disperato e c'era ancora Prodi a Palazzo Chigi. Ma, purtroppo, quello era il tempo del "dialogo" (=inciucio) e del "tavolo delle riforme" con il Pappone della Libertà, preludio alla caduta del Governo Prodi ed al ritorno trionfale del Capone. A cosa gli serve parlarne adesso?
Cosimo Tripaldi